La società Factum Arte (sede Madrid), che ci ha “restituito” Le Nozze di Cana del Veronese alla Fondazione Cini e La natività caravaggesca in Palermo (rubata e mai più trovata nel 1969) ha ricostruito, sulla base di pigmenti, supporti et alia, l’Andata al Calvario (più nota come Lo Spasimo di Sicilia) di Raffaello, ricollocata a Palermo nel luogo per il quale era stata creata verso il 1517. L’originale invece è ricomparso dopo un restauro in Spagna nel 2012. L’opera ha una storia travagliata (ha rischiato di essere distrutta in mare). A Palermo è rimasta fino al 1661 quando l’abate del monastero di Santo Spirito lo ha donato al sovrano spagnolo Filippo IV. Le sue traversie non finiscono qui: arrivato all’Escorial di Madrid, lo Spasimo rischia di bruciare in un incendio, viene razziato dalle truppe francesi e infine riconsegnato alla Spagna soltanto dopo la sconfitta di Napoleone.  Inoltre la storica dell’arte Maria Antonietta Spadaro, grazie al suo lungo e appassionato lavoro, ha ricomposto l’altare che lo scultore Antonello Gagini aveva espressamente realizzato per il capolavoro di Raffaello: disperso dopo i bombardamenti della Seconda guerra, poi ritrovato dalla professoressa Spadaro (in una cinquantina di pezzi) a Villa San Cataldo a Bagheria.