Fra il 1469 e il 1470 Borso d’Este, signore di Ferrara, ordinò la decorazione di una delle sue residenze di città, Palazzo Schifanoia: un ciclo pittorico che, in previsione della sua nomina a duca, ne celebrasse le virtù e il buongoverno, e riconducesse entrambi al disegno di una superiore armonia cosmica. Ancora oggi il Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia è uno dei documenti più affascinanti della cultura del Rinascimento italiano, nella sua declinazione ferrarese. Dopo due anni e mezzo di lavori di consolidamento strutturale, resi necessari dalle conseguenze del sisma del 2012, e superata l’emergenza sanitaria, gli affreschi — e gli altri spazi restaurati di Palazzo Schifanoia — sono stati restituiti al pubblico nel giorno della festa della Repubblica, accompagnati da nuova illuminazione. L’illuminazione realizzata da Alberto Pasetti Bombardella e dal suo studio, anche autori delle luci della Scuola Grande di San Rocco a Venezia, è concepita come una regia della percezione visiva. In precedenza gli affreschi erano illuminati dall’alto e da proiettori. Il rifacimento dei solai ha permesso di installare un sistema dinamico di Led, con fonti di luce dal basso, millimetricamente orientate e sagomate secondo le leggi dell’anamorfosi. Permettono di illuminare, in sequenza, l’insieme delle pareti, quindi le fasce tematiche orizzontali che compongono il ciclo, e infine di isolarne alcuni particolari o scene. Garantisce un’omogeneità, una nitidezza e fedeltà cromatica mai raggiunte prima, e aiuta il visitatore a dipanare la complessità narrativa che ha di fronte.