12 settembre – 6 dicembre 2026
Mostra nella mostra.
Mustafa Sabbagh

I costumi premio Oscar di Danilo Donati rivivono negli scatti di Mustafa Sabbagh

Un incontro straordinario tra grande cinema, alta sartoria e fotografia d’arte contemporanea si prepara a sorprendere i visitatori della mostra Magnifica Eleganza. Tiepolo, Longhi e Guardi tra arte e moda, dove trova spazio anche l’intenso lavoro fotografico firmato da Mustafa Sabbagh.

Realizzati nel 2014 per il ciclo Trame di Cinema, gli scatti del celebre fotografo internazionale restituiscono una nuova vita e una sacralità atemporale ai leggendari costumi disegnati da Danilo Donati per Il Casanova di Federico Fellini (1976).

Nelle fotografie di Sabbagh, le creazioni iconiche di Donati vengono indossate da figure reali con il volto coperto di nero uno dei più riconoscibili stilemi di Sabbagh – nel devoto rispetto degli artisti che hanno profondamente segnato la storia del cinema. In questa sua interpretazione originale, i costumi indossati da corpi moderni non sono più fantasmi o semplici abiti scultura su manichino, ma archetipi di un’estetica che abita il nostro inconscio, trasformati da Sabbagh in opere d’arte contemporanee.

Quelle ideate da Donati per Donald Sutherland e per la variegata umanità che circonda il suo Casanova rappresentano un’eccellenza assoluta e un momento irripetibile nella carriera del geniale costumista. Per dedicarsi interamente alla visione felliniana, Donati rinunciò perfino a lavorare con Stanley Kubrick per Barry Lyndon, venendo ripagato da un’impresa straordinaria che gli valse la vittoria del suo secondo Premio Oscar, dopo quello conquistato nel 1968 per Romeo e Giulietta di Franco Zeffirelli.

Più che semplici vestiti, quelli per Il Casanova sono vere e proprie architetture sartoriali, nate non da una rigida e filologica ricostruzione storica, ma da un’interpretazione poetica e intima. Donati ha attinto al tratto di Hogarth e Watteau e allo scintillio dei tessuti veneziani dipinti da Canaletto, Guardi e Longhi, fondendoli con la Venezia di ghiaccio e la laguna rarefatta sognata da Fellini.

Grazie alla presenza delle fotografie di Mustafa Sabbagh, il percorso espositivo si arricchisce così di un dialogo potente tra epoche e linguaggi differenti, offrendo al pubblico l’occasione irripetibile di riscoprire un capolavoro del cinema italiano sotto una luce del tutto nuova.


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